L’Aglianico nelle sue straordinarie e multiformi espressioni
L’Aglianico è vitigno tipicamente meridionale, storicamente coltivato in un’area molto ampia che comprende la Campania, la Basilicata e porzioni di Puglia e Molise. La vite è pianta eminentemente potassofila e la fascia vulcanica della martoriata terra meridionale, con la sua struttura formata da millenari depositi di ceneri eruttive, ha costituito la base ideale per l’instaurarsi di una viticoltura di qualità.
Introdotto dai Greci appena giunti in Italia, che loro chiamarono Enotria, l’Aglianico ha sviluppato le sue grandi doti acclimatandosi sulla fascia vulcanica che attraversa tutto il sud-Italia, partendo dai suoli tufacei del Serino e dalle pendici del Vulture in Basilicata, passando in Campania per Taurasi e per il Taburno, arrivando fino al vulcano spento di Roccamonfina e ai Campi Flegrei (Campi “ardenti” per i greci) ed al Vesuvio, che lo ha visto coltivato probabilmente fin dai suoi esordi.
Ma l’Aglianico è anche un vitigno “difficile da domare”, scontroso, esigente; precoce nel germogliamento e tardivo nella maturazione, è aggressivo se piantato in siti non vocati ed è molto suscettibile alle infezioni crittogamiche se la sua vegetazione non viene attentamente sorvegliata. L’andamento climatico favorevole e le forti escursioni termiche nei mesi di maturazione assottigliano la buccia coriacea mentre caricano di sapori la polpa delicata. In compenso il vino che se ne ricava ha caratteristiche di tipicità, corpo, estratto che lo collocano tra i migliori vini da invecchiamento in assoluto.
Difficile da coltivare e difficilissimo da vinificare, con tannini che richiedono tempo per essere ammorbiditi ed un’elevata acidità che gli assicura il tempo necessario per levigarli, è inimitabile nei sentori di viola, di amarene, sottobosco e piccoli frutti, spesso con una accentuata nota piccante, la sua vinificazione lo può rendere banale o eccelso.
Oggi la qualità dei vini da Aglianico è certificata dalla qualifica DOCG assegnata anche all’Aglianico del Vulture ed all’Aglianico del Taburno, dopo che fin dal 1993 il Taurasi già si fregiava di tale qualifica.






